Kaulon e i mosaici del Drago

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Tracce di un fiorente passato

Gerace, perla della Locride

I primi scavi su Kaulon, l’attuale Monasterale, vennero effettuati nel 1911-1913 dall’archeologo Paolo Orsi, all’epoca Soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria e cofondatore del Museo della Magna Grecia.
La struttura della città prevedeva l’esistenza di un centro urbano principale, cinto da mura e posto al livello del mare, all’interno del quale era presente un tempio dorico, di cui ancora oggi sono visibili le fondamenta.

Secondo gli studi effettuati, alla costruzione di questo tempio avrebbero verosimilmente partecipato maestranze provenienti da Siracusa, data l’alta quantità di calcare siceliota. L’area antistante il tempio, attualmente coperta dal mare, era altresì occupata dal centro abitato, come testimoniato dai reperti ivi ritrovati, e che testimoniano la progressiva erosione della costa nell’area.

Gli scavi condotti dalla Scuola Normale Superiore e dall’Università di Pisa a partire dal 1999 ed ancora in corso, hanno riportato alla luce buona parte del santuario urbano al quale appartenne il tempio dorico. Molti altri edifici di grandi e piccole dimensioni sono stati messi in luce o individuati attraverso lo studio sistematico dei materiali architettonici rinvenuti. E molte scoperte hanno permesso di comprendere l’articolazione delle fasi di vita del santuario, a partire dalla sua prima monumentalizzazione nella prima metà del VII sec. a.C. fino al progressivo declino dei primi decenni del III. Ormai superata l’ipotesi che la costruzione del tempio dorico si debba a maestranze provenienti da Siracusa: recenti studi litologici hanno infatti dimostrato che la pietra utilizzata non un calcare siceliota, siracusano, bensì estratta in loco.

Al di fuori della cerchia delle mura, ed in particolare sul colle Tersinale, era inoltre sito un altro centro cultuale di grande rilievo, come desumibile dalle numerose testimonianze ivi raccolte. Da quest’area provengono alcune favisse ricche di frammenti di terrecotte architettoniche, in particolare frammenti di cassetta, sime frontonali, sime con gronde a testa di leone, alcuni acroteri angolari ed uno centrale, tutto materiale proveniente da tre fasi costruttive diverse di un piccolo tempio.

I numerosi reperti archeologici provenienti dagli scavi effettuati sul posto sono per lo più esposti al Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. Di particolare rilievo sono due mosaici di eccezionale fattura, entrambi raffiguranti un drago, uno dei quali copre un’area di 25 m² ed è quindi considerato “il più ampio mosaico ellenistico reperibile al Sud”. Entrambi i mosaici sono attualmente esposti presso il Museo di Monasterace.

Vuoi visitare questo splendido luogo? Accedi al sito web del Museo Archeologico dell’ Antica Kaulon cliccando quì.

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