Palizzi

Dalle coste dello Jonio fino alle pendici dell' Aspromonte

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Le bellezze dei comuni della Locride

Gerace, perla della Locride

Palizzi è un centro del versante meridionale dell’Aspromonte, situato sul fianco destro della media valle della fiumara omonima, tra il monte Grappida (682 m) e il monte Carruso (619 m). L’abitato si raggruppa ai piedi di uno spuntone roccioso coronato dai resti di un castello. Il suo territorio comprende le quattro frazioni di:

  • Palizzi Marina (1.906 abitanti),
  • Palizzi Superiore (301 abitanti)
  • Pietrapennata (112 abitanti), posta a 673 metri s.l.m. sull’Aspromonte meridionale
  • Spropoli (276 abitanti), a W del Capo Spartivento
  • Nonché la località abitata di Contrada Gruda (112 abitanti), situata sul litorale.

Tra i siti paleolitici più antichi d’Europa, villaggio esteso con continuità abitativa risalente a 800 000 anni[senza fonte] fa, e Monte Gunì – vi sono similitudini col sito di Caselle di Maida. Rinvenimenti sporadici di punte musteriane di 30 000 anni fa.

Per il neolitico sono moltissimi i siti della facies culturale detta di Steninello, con produzione litica e ceramica di pregevole valore artistico decorata con rombi e losanghe. Presenti diversi siti del neolitico medio e finale. L’età del rame e della prima età del bronzo sono oltremodo presenti con originalìtà culturali che dovranno essere studiate.

Dalla fine del VII secolo a.C. Palizzi ha avuto un ruolo importante in quanto confine tra il territorio di Reggio e Locri. Negli ultimi tempi il confine è stato accettato grazie al lavoro dell’archeologo onorario S. Stranges, che ha rilevato nel corso di un ventennio una fitte rete di siti di entrambe le appartenenze, definendo con chiarezza la netta linea di demarcazione tra i territori delle due grandi e antiche repubbliche.

Ricordato solo nel XV secolo come feudo dei Ruffo, fu in seguito dei d’Aragona d’Ayerbe, dai quali passò ai Colonna nel 1580. Nel 1654 entrava nel dominio degli Arduino, i quali nel 1662 ottenevano il titolo di principe; in ultimo (1784-1806) fu dei De Blasio cui veniva concesso il titolo di barone.

La parrocchiale ha subito nel 1960 un rifacimento quasi completo: sussiste l’abside sinistra, elemento di grande importanza, consistente in uno spazio quadrato, racchiuso entro una sorta di torre in miniatura pure quadrata e coronato da una cupola che all’interno rivela la sua origine medievale. La chiesa possiede inoltre una statua di Sant’Anna, difficilmente databile per il suo stile arcaico, ma probabilmente del ‘500.

Il castello di origini medievali, fu rifatto come palazzo in grandiose e semplici forme nel ‘600. Molto pittoresco è anche il centro di Pietrapennata, di carattere alpestre; la chiesa di origine medievale (basiliana), ma rifatta nei secoli XV-XVI, conserva la Madonna dell’Alica, statua di marmo alabastrino del ‘500.

La tesi su quale delle fiumare del versante jonico reggino fosse il fiume Alece (o Alice, dal greco Αλήξ, Halex, “salato”) – confine naturale tra le due polis magnogreche di Reggio e Locri Epizefiri – è dibattuta da tempo. Alcuni studiosi ritengono fosse l’Amendolea, altri la Fiumara di Palizzi. L’importanza strategica del confine naturale era enorme, poiché divideva le due più importanti città magnogreche della zona. Dopo molti scontri le due città stabilirono tacitamente il loro confine proprio sul corso d’acqua.

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